La guardia è una posizione di allerta fisica (e mentale) che permette al nostro corpo di reagire efficacemente ad un attacco esterno in maniera ideale, o quasi. Le caratteristiche della guardia di una qualsiasi arte marziale sono la mobilità, la protezione dei punti vulnerabili del corpo, la capacità di poter reagire efficacemente. Con il combattimento con il coltello, data la sua natura improvvisa e di velocità estrema, ci sono varie scuole di pensiero che hanno sviluppato altrettante guardie. Alcune sono assai logiche, altre sono totalmente della "spazzatura marziale" inventate da chi un coltello non se lo è mai visto puntato addosso, nemmeno di legno. Personalmente penso che la guardia nel combattimento con il coltello semplicemente non esista, oppure subisca mutazioni durante lo scontro infinite volte. Non ha senso fossilizzarsi su di una posizione fisica e mentale in qualsiasi momento, perché le circostanze cambiano in continuazione. Poi questo discorso dellapplicazione della guardia si ha solo tra scontri tipo "duello allultimo sangue", cosa che praticamente non accadrà mai. Mi rivolgo a chi tra voi sono praticanti da anni di una qualsiasi disciplina e hanno fatto delle gare: quanti centesimi di secondo è durata la vostra guardia tipica del vostro stile quando avete percepito con locchio che lavversario si stava muovendo? La guardia ideale non esiste. Esiste la posizione del corpo, gambe, torso, arma giusta per il tal istante, ma listante dopo non centra già più nulla, è inutile e magari potenzialmente vulnerabile perché lavversario si è adattato a voi.
Eppure cè gente che ha scritto degli interi capitoli sulle guardie del combattimento con le lame. Effettivamente, specie nel nostro secolo, sono state oggetto di lunghi dibattiti su quale fosse la migliore, su quale no e perché ecc..ecc.. Anchio farò una brevissima carrellata di esse, ma per motivi puramente culturali. I coltelli che vedrete nelle foto sono dei Gerber MarkII in versione color acciaio e con finitura della lama nera. No, non prendo soldi dalla Gerber... ;-)
GUARDIE CON ARMI DA TAGLIO VARIE
Tipica Militare
La tipica guardia "militare". Abbastanza piegati sulle ginocchia, avambraccio sinistro (o destro se siete mancini) di fronte a voi come "scudo dinamico" e coltello con "presa dritta" allaltezza del fianco per caricare poderose stoccate. Bella da vedere, aggressiva. Concede in effetti una certa mobilità di gambe ed esse sono piegate per permetterci di fare dei balzi in avanti per aumentare la forza di penetrazione del coltello. Il famoso "scudo dinamico" del avambraccio dovrebbe vibrare dei colpi decisi per deviare larma dellavversario, quindi aprirci strada per la stoccata risolutiva.
Vantaggi: L'avambraccio in avanti è un'eccellente barriera contro gli attacchi sferrati "a sfondare" dall'avversario, nel caso che non abbiamo lo spazio per spostarci di lato. Inoltre il braccio è sempre pronto ad afferrare, deviare, colpire. Inoltre, se stiamo veramente parlando di gente addestrata molto bene, è un'esca perfetta. Sventoliamo il braccio come bersaglio perfetto e appena l'avversario accenna l'attacco possiamo neutralizzarlo. Tutti gli organi vitali sono protetti dietro il braccio avanzato e la stabilità sui piedi è eccezionale. La mano armata è ben lontana da attacchi dell'avversario.
Svantaggi: Se non si è davvero veloci ed addestrati in meno di un secondo ci ritroviamo con un avambraccio che sanguina copiosamente e qualche tendine di dita relativamente poco importanti (mignolo ed anulare) reciso. Questa guardia dev'essere utilizzata solo da chi davvero ci si trova suo agio, altrimenti è quasi da suicidio.
Una variazione di questa guardia è la "Applegate's stance", ovvero sempre coltello al fianco ma braccio avanzato un po' più "rilassato" e meno piegati sulle ginocchia. Quest'ultima guardia è stata oggetto di feroci commenti dai cultori della guardia "militare originale". Il problema è sempre e solo uno: gli istruttori di coltello dell'ultimo minuto tendono ad interpretare letteralmente le foto di famosi personaggi (quali Applegate) che magari sono stati catturati dall'immagine mentre stanno preparando una stoccata, ed invece tale fotogramma viene interpretata come una granitica guardia indistruttibile. Questo commento è stato fatto dal famoso W. Hock Hochheim, fondatore del Congress of American Knife Fighters.
Tipica Militare #2
Qui andiamo nel territorio del famoso Colonnello Anthony Drexel Biddle. Questo famoso istruttore dei Marines durante la Seconda Guerra Mondiale era un marzialista con formazione di Ju Jitsu con esperienze di combattimento con lame. Secondo il suo autorevole parere (parte dei suoi lavori sono riportati nel libro "Do or Die" nella sezione recensioni) la posizione più corretta per affrontare un combattimento con il coltello è la seguente: Mano armata avanzata, filo della lama in esterno (per i coltelli a singolo filo, ovvio) e "mano viva" nelle vicinanze del petto pronta a proteggere il busto. Molto filippino.
Vantaggi: Velocità a colpire enormemente superiore a quella di qualsiasi altra guardia con questa impugnatura di coltello. Tutti gli angoli di d'attacco sono eseguibili con tecniche di taglio. Molto più naturale da mantenere durante uno scontro.
Svantaggi: Se l'avversario sa il fatto suo di Kali, o maneggio del coltello in generale, avrete la mano armata aperta in due e sanguinante in meno di un secondo dall'inizio dello scontro. Fatelo voi prima all'avversario: è l'unica soluzione. Tenete sempre la mano armata in movimento.
Guardia stile filippino
Una guardia apparentemente simile alla precedente, ma con alcune variazioni degne di nota. Prima di tutto il corpo è più profilato dietro l'arma. L'arma è pronta a colpire di stoccata con energia. La mano viva svolge un ruolo molto più offensivo: con le dita in tale posizione un jab agli occhi dell'avversario è abbastanza agevole da eseguire.
Guardia con coltello in presa "rovescia"
Ci sono vere e proprie "scuole" di combattimento con il coltello impugnato in presa "rovescia" o "icepick grip". E' solo una questione di preferenza personale e di adattabilità alla situazione. In questa presa esistono solo due guardie degne di questo nome: la "avanzata" e la "posteriore", a seconda di dove teniamo l'arma. In ogni caso si possono applicare le stesse considerazioni tra pro e contro delle guardie precedenti nell'avere la mano viva avanzata o meno. In linea generale questa guardia è preparatoria per uno stile di combattimento non certo per sprovveduti o novizi del combattimento con il coltello. I colpi sferrati non saranno mai delle coltellate alla scena della doccia del film "Psycho", ma bensì delle stoccate rapide e dei poderosi colpi di taglio. Durante un combattimento, se è livello di due "professionisti" del coltello sarà molto probabile passare da un'impugnatura del coltello all'altra più volte, per adattarsi sempre alla situazione tattica in corso.
Questa è la guardia del Koredas relativamente all'uso del coltello mostrata da Mitchell Tsia King Fung. Alla domanda "come mai il coltello è così il basso?" la solita risposta: "Mai stare fermo con le mani! Muovile sempre! Mai fermare una mano: una mano ferma è una mano tagliata...". Così la foto è semplicemente carina da vedere, ma senza le dovute spiegazioni potrebbe essere decisamente male interpretata!
GUARDIE CON ARMI DA TAGLIO VARIE
IL repertorio di armi da taglio delle arti marziali filippine/indonesiane è semplicemente vastissimo. Illustreremo qui di seguito due armi da taglio che per dimensioni e funzioni si prestano in maniera esemplare al combattimento corpo a corpo. Uno è il Karambit, tipico strumento agricolo dell'Indonesia. E' in pratica una lama a doppio filo, di forma arcuata ad artiglio, che grazie all'impugnatura a forma mezza luna e dotata di un anello all'estremità si può impugnare con grande sicurezza. La guardia che si può assumere è la stessa che si avrebbe a mani nude. L'uso del Karambit è sostanzialmente come se stessimo tirando dei pugni normalmente, ma con l'interessante aggiunta di poter contare su azioni di taglio. E' un'arma alquanto infida in quanto può restare nascosta fino all'ultimo momento ed è di grande impatto tattico. Per le impugnature del Karambit andare al paragrafo relativo al maneggio del coltello. Non esiste una forma "ufficiale" del Kerambit, è più che altro un concetto d'arma. Ultimamente è stato messo in commercio una rivisitazione in chiave moderna di tale arma dal famoso designer di coltelli Gil Hibben, con il nome di "Hibben's Claw". Personalmente lo trovo un eccezionale strumento di difesa. Nelle foto è illustrato un modello alquanto "tradizionale" di Kermabit. Esistono poi altre categorie di armi "da pugno" quali i pericolossissimi "push-dagger". Sono in pratica coltelli con le lama di forma più o meno simmetrica ed impugnatura a "T" che permettono poderose stoccate utilizzando tecniche di jab. La guardia da adottare, anche in questo caso, è quella a mani nude.